Corso formazione insegnanti

Scuola e territorio: il turismo accessibile in Provincia di Trento

2017-2018
Accademia e IPRASE organizza per 35 insegnanti, appartenenti a tutte le scuole, una serie di incontri formativi per predisporre attività didattiche aventi come tematica il turismo accessibile ed il legame dello stesso con il territorio, da integrare nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado.
Questi gli incontri fissati:

  • 6 ottobre 2017  -  14.30-19.00
  • 17 novembre 2017  - 15.00-19.00
  • 24 novembre 2017  -  15.00-19.00
  • 5 maggio 2018   -   9.00-18.00

Link al  programma
Link all'iscrizione sul sitoweb IPRASE e all'area privata per il download dei documenti
 


 

TURISMO A SCUOLA

2016-2017
Accademia del Trentino in collaborazione con IPRASE ha organizzato una serie di incontri sul percorso formativo "TURISMO A SCUOLA", anno scolastico  2016/2017.

Il corso si pone come obiettivo quello di dare seguito all'O.d.G. provinciale n.13 del 2014, concernente in particolare "la promozione di percorsi scolastici ad hoc, anche integrando progetti in corso, a partire dalla scuola elementare, aventi come tematica il turismo ed il legame dello stesso con il territorio".
In tale ambito Accademia della Montagna, in collaborazione con IPRASE, ha individuato un gruppo di insegnanti appartenenti a scuole di ogni ordine e grado, alcune delle quali aventi già all'interno della propria offerta formativa corsi relativi a economia e turismo, ed altre invece che ne sono prive, disponibili a mettere in atto, durante l'anno scolastico 2016 - 2017, un primo percorso di formazione rivolto agli insegnanti sul tema del turismo.

Al gruppo di scuole che già prevedono corsi sul turismo all'interno del proprio curricolo, si è ritenuto di aggiungere gli insegnanti delle scuole che hanno in precedenza partecipato alla sperimentazione per i Curricoli della Montagna, in quanto il progetto che si propone appare come una ideale prosecuzione del progetto sui curricoli della Montagna pubblicati nel giugno scorso.
Saranno organizzati 3 incontri tematici, di cui l'ultimo residenziale, con esperti del settore turistico, da rivolgere ai docenti destinatari di questa proposta formativa. 
Obiettivo finale del corso: predisporre attività didattiche aventi come tematica il turismo, ed il legame dello stesso con il territorio, da integrare nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado.
Il link privato per accedere ai documenti 
 


L'intervento fatto agli insegnanti che partecipano al corso di formazione "Turismo a Scuola " 2017 da parte di Egidio Bonapace:

Il rifugio Alpino – Tradizione – Innovazione Passione 

LA STORIA
Il rifugio alpino prima di essere”tetto- riparo- ristoro” è un concetto culturale: è il tentativo dell’ uomo di rendere abitabile un luogo che non lo è.
Le radici più profonde della parola rifugio affondano in un contesto culturale diverso da quello attuale, a partire da quello economico per gli scambi commerciali, oppure quello religioso con i pellegrinaggi ai grandi santuari o ospizi sui passi più importanti delle alpi.
Ecco che i primi rifugi sorti in montagna sono gli ospizi per i pellegrini ed il Trentino ha ai suoi confini occidentale ed orientale due esempi chiarissimi, nell’ospizio di S Bartolomeo al Passo del Tonale e nell’ospizio di S Pellegrino all’omonimo passo.
Poi vennero i primi ripari sotto la roccia dei pionieri dell’alpinismo e subito dopo i rifugi dell’ ultimo decennio del ottocento ed è con questi primi rifugi che nasce in Trentino il Turismo come lo intendiamo oggi. Il nome rifugio evoca protezione materiale e morale.
I primi rifugi furono le strutture pioniere del turismo Trentino e dobbiamo essere grati a quegli uomini che tra mille difficoltà e con i mezzi del tempo edificarono quelle strutture. 

LA TRASFORMAZIONE 
Il rifugio è stato per decenni il punto di partenza per i frequentatori della montagna. Oggi si è trasformato in punto di arrivo per la grande maggioranza degli escursionisti.
Dalla montagna verticale degli alpinisti alla montagna trasversale degli escursionisti, questo diverso approccio ha cambiato nel giro di pochi anni, il ruolo ed il senso di rifugio.
La sfida che abbiamo davanti è come conciliare tradizione ed innovazione.

LA PASSIONE 
Il gestore è l’anima del rifugio, il rifugio è solo il contenitore.
Il rifugio è una famiglia. Per i mesi trascorsi al rifugio i problemi del singolo sono i problemi di tutti. Le gioie e le soddisfazioni sono allo stesso modo quelle di tutti.
Il vivere quotidianamente in uno spazio ristretto, e in continuo contatto è la maggiore difficoltà che si incontra al rifugio per il gestore la sua famiglia ed i suoi collaboratori.
Ho costruito la mia famiglia al rifugio, dove vivevo per 9 mesi l’anno, i figli  ci sono arrivati a tre mesi di vita, e sono cresciuti con noi fino al momento di frequentare la scuola, questa è stata sicuramente una grande esperienza, dura,non facile, che lascia un segno.
Quando lasci questo mondo e scendi a valle, ti trovi in difficoltà, nel rapportarti col gli altri e con la società, ti manca quello che in tante occasioni avevi maledetto.
Ed allora fai di tutto per ritornare, per ritrovarti, per vivere quella dura quotidianità, dove se pur con tanti problemi e fatiche sei tu che decidi, e devi confrontarti con pochi , coloro che vivono e lavorano con te, e poi si va avanti sicuro di fare e di dare quello che senti.
Di essere quel custode delle tradizioni e dell’ospitalità montanara, ospitalità che ancora oggi si distingue per quel rapporto diretto che si instaura tra gestore  ed alpinista/escursionista.

LA STRUTTURA 
Non c’è ombra di dubbio che la parte strutturale negli ultimi anni ha subito uno stravolgimento, determinata in parte dalle nuove normative ma soprattutto da una nuova richiesta di servizi da parte dei frequentatori.
Sono cambiati totalmente i fruitori e le percentuali dicono che sono meno gli alpinisti e più gli escursionisti.
I rifugi della fine 800 fino a prima della seconda guerra, erano edifici con grande ospitalità, frequentati da pochi e benestanti alpinisti,  le stanze erano piccole con pochi letti, trovavi armadio, comodino , brocca e catino per l’acqua, la montagna esplorata, camicia bianca gilè e giacca, donne con gonne e cappelli in testa.
Dagli anni 70 agli anni 90 la montagna ha subito un grande assalto, vengono uniti i locali per creare cameroni, è il momento dei numeri, rifugio per far festa, poca attenzione ai particolari.

IL RIFUGIO OGGI 
Anni 2000 siamo ritornati alla montagna non più dei numeri, ma alla tranquillità, ad una buona accoglienza, alla famigliarità, alla ricerca di qui rifugi lindi, accoglienti, con stanze piccole, dove servizio, simpatia, conoscenza e accoglienza fanno la differenza.
Oggi i rifugi che offrono un servizio migliore, sia esso di ospitalità, di pulizia, di cura, di stanze piccole, con attenzione alla cucina, fanno la differenza e sono frequentati percentualmente più da alpinisti ed escursionisti stranieri.
In un momento di cambiamento della montagna in generale, il rifugio che è da sempre il presidio di ospitalità cultura e conoscenza svolge un ruolo di grande importanza.
I Rifugi che offrono tutto questo e che pongono una maggiore attenzione all’offerta di ospitalità di qualità, tutte cose che non costano nulla, ma che vengono dalla passione, professionalità, conoscenza e rispetto per l’ospite, riescono a riposizionarsi  a pieno diritto nel mondo dei frequentatori della montagna, e a far ritornare il rifugio la casa dell’alpinista. 
Il rifugio che trasmette umanità e conoscenza della montagna, in una situazione di sobrio confort trasmette quella piacevole atmosfera che tutti cercano nel rifugio, ma che è indispensabile trovare.

Egidio Bonapace

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CORSO SCUOLA DELLA PIETRA A SECCO
2016

Un corso, organizzato da Accademia della Montagna e IPRASE,  rivolto a Insegnanti di geografia delle scuole trentine di ogni ordine e grado sul tema della cultura della pietra a secco in Trentino; sugli aspetti geografici, storici, paesaggistici e sulle opportunità didattiche dei muretti a secco.
Lo sviluppo di conoscenze e competenze legate alla geografia locale sono chiaramente inseribili tra gli obiettivi formativi più importanti della scuola trentina. Questo corso propone un’analisi geografica del territorio provinciale e suggerisce spunti e possibilità per lo svolgimento in classe di attività didattiche collegate alla geografia e all'economia locale, con particolare riferimento  ai manufatti in pietra a secco e ai paesaggi terrazzati.
Il corso si inserisce nell'attività della Scuola Trentina della Pietra a Secco creata da Accademia.

link alla brochure
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IL CURRICOLO DELLA MONTAGNA
2014-2015

Conoscere e frequentare la montagna.Proposte cussicolari per le scuole trentine.
A cura di:
Cristiana Bianchi -docente di matematica e scienze in utilizzo presso IPRASE
Fiornza Aste - docente di scuola primaria in utilizzo presso Accademia della Montagna del Trentino
 
IL CURRICOLO DELLA MONTAGNA è il volume, stampato nel 2016, che raccoglie i progetti elaborati nell'arco di due anni sul tema dell'educazione alla montagna dal gruppo Ci.MA (Curricolo della Montagn), costituito da otto scuole trentine, IPRASE e Accademia della Montagna del Trentino.
La sperimentazione ha coinvolto circa 40 insegnanti dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado sui seguenti progetti e percorsi didattici:

  • Dietro la scuola c'è un bosco...e una montagna (primo biennio-prima e seconda classe della scuola primaria - Istituto Comprensivo Alta Vallagarina)
  • La montagna oggo per me è questa, ma domani i miei occhi vedranno molto di più..(secondo biennio- terza e quarta classe della scuola primaria- Istituto Comprensivo Centro Valsugana)
  • Il piacere di camminare (classi quinta della scuola primaria  e prima della scuola secondaria di primo grado- Istituto Comprensivo Rovereto Nord)
  • Percorsi (quarto biennio-seconda e terza classe della scuola secondaria di primo grado- Istituto Comprensivo Predazzo, Tesero, Panchià e Ziano)
  • Apprendimento alla "rovescia".Dal corpo alla mente per creare un adulto consapevole, equilibrato, integrato nel proprio territorio (quarto biennio- seconda e terza classe della scuola secondaria di primo grado- Istituto Comprensivo Cavalese)
  • Progetto Montagna (primo biennio della Formazione Professionale- Istituto Pavoniano per le Arti Grafiche Artigianelli)
  • Percorsi interdisciplinari per la montagna (primo biennio della scuola secondaria di secondo grado - Liceo F. Filzi Rovereto)
  • Un Curricolo della Montagna per l'Istituto Guetti (scuola secondaria di secondo grado-Istituto di istruzione Lorenzo Guetti Tione di Trento.

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IL QUADERNO DELLA MONTAGNA
2013-2014

Il Quaderno di Montagna è uno strumento di lavoro per le ultime classi della scuola primaria e le tre classi della scuola media. È proposto dall’Accademia della Montagna del Trentino e dall’IPRASE per affiancare le scuole nella conoscenza della montagna, per accrescere nei ragazzi e nelle ragazze l’interesse e l’amore per il territorio in cui abitano. A cura di Claudio Tonina e Sergio Casetti, gruppo Scuola dell’Accademia della Montagna del Trentino, e di Cristiana Bianchi dell’IPRASE.

link per sfogliare il QUADERNO DI MONTAGNA
link per il download

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CORSO " DIDATTICA ALL'EDUCAZIONE DELLA MONTAGNA"
 2012-2013

Progetto, ideazione e promozione del Gruppo Scuola di Accademia della Montagna: Sergio Casetti e Claudio Tonina

L’Accademia della Montagna con la condivisione del Centro per la Formazione degli Insegnanti di Rovereto, ha promosso il corso di formazione residenziale per insegnanti riguardante la didattica dell’educazione alla montagna. Tre giorni di lavoro, a Palù dei Mocheni riservati a venti docenti; lo stage formativo si è concluso con la predisposizione di un programma di lavoro da attuare nella propria classe. Alla fine dell’anno scolastico, nell’aprile 2013, i partecipanti al percorso - gli insegnanti e gli stessi ragazzi - hanno portato al Congresso dei ragazzi per la montagna i risultati del lavoro in classe e gli oggetti prodotti e si sono confrontati discutendo dei perché e dei come del loro lavoro. L’Accademia, oltre allo stage iniziale, ha assicurato un monitoraggio/assistenza in corso d’anno per favorire un contatto continuativo fra i partecipanti in vista dell’incontro di fine anno. La proposta, il monitoraggio e il Congresso dei ragazzi sono pensati come parte di un percorso integrato per la conoscenza della montagna, per la conservazione della stessa e per un espressione di amore per la sua vita.

Motivazione: c’è un forte ritorno di attenzione per la montagna come ambiente di vita da conservare al futuro e come risorsa non solo economica; c’è anche il desiderio che le nuove generazioni la conoscano, la amino e la percorrano. Non per caso il legislatore provinciale ha introdotto nei Piani di Studio specifici programmi, finalizzati a far conoscere questo particolare ambiente. L’Accademia della montagna, in accordo con il Centro per la Formazione degli Insegnanti di Rovereto, assume su questo tema un ruolo formativo, nell’ipotesi che per rispettare e amare occorra prima di tutto conoscere, e che per conoscere occorra mettere in campo tecniche specifiche. In più, crediamo che la ricerca sul campo sia un’occasione privilegiata per esercitare e sviluppare quei fattori della conoscenza come la capacità di classificare e ordinare, di indurre ipotesi, di confrontare fonti, di raccontare, raccontarsi, immaginare, necessari all’apprendimento in tutte le discipline: prime competenze nel campo della ricerca, della documentazione e del racconto scientifici. Il metodo è la ricerca sul campo. Escursione, pedonamento, raccolta di campioni, immagini e scritture. Poi, in laboratorio per classificare i “pezzi” raccolti, riordinarli, dare a ciascuno il proprio nome. Oggetti della natura, come foglie, semi, impronte; oggetti del nostro pensiero, attraverso la scrittura: rapporti di campagna, poesie, invenzioni letterarie; immagini da rielaborare con i mezzi più moderni per farne racconto.

L’obiettivo è imparare tecniche per leggere e descrivere la montagna, in parte guidati da docenti esperti, in parte confrontando le esperienze e le invenzioni sul campo degli stessi partecipanti. Si vorrebbe anche costruire insieme, unendo esperienza sul campo e competenza didattica, un quaderno di lavoro da utilizzare in classe e diffondere anche ad altri colleghi che vogliano condividere questa modalità di insegnamento e apprendimento.

La metodologia, gli strumenti e i materiali: ricerca sul campo, confronto e approfondimento su fonti secondarie, lezioni frontali, lezioni partecipate, lavoro di gruppo, lavoro personale; procedimenti induttivi. Raccolta di campioni, fonti secondarie, i libri; reagenti per l’osservazione di acque e rocce, il microscopio da campagna, la lente, le pinze e tutto quanto serve per osservare; ove occorra, anche per raccogliere campioni senza dar fastidio all’ambiente; una biblioteca di campagna per confrontare i campioni sul terreno; carta, penna e macchina fotografica per fissare pensieri e immagini. Si produrrà anche un quaderno di lavoro da proporre alle scuole che vorranno iniziare la ricerca ambientale in classe.
Link ai dettagli e al programma

Gruppo CiMA: gli Insegnanti del corso insieme al alcuni Dirigenti scolastici hanno formato il gruppo CiMA che ha lavorato per definire i curriculum sia per le classi del primo che del secondo grado scolastico, ai quali attenersi nell'azione educativa riferita alla montagna. Nel 2016 è uscito il volume "CURRICOLO DELLA MONTAGNA"
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