Scuola Trentina della Pietra a Secco

L’Accademia della Montagna del Trentino e la Scuola Trentina della Pietra a Secco

Accademia della Montagna del Trentino è dal 2017 un’area di Tsm ( Trentino school of management) l’ente formativo della provincia. Istituita nel 2009 ai sensi dell’art. 35 quater della L.P. n. 3 del 16/6/2006, come Fondazione, Accademia della Montagna del Trentino ha fin da subito svolto un innovativo quanto prezioso ruolo di “regia”, a livello provinciale, per promuovere la conoscenza, la valorizzazione e la salvaguardia dei territori montani in tutti i loro aspetti più peculiari e identitari. Una particolare importanza è stata attribuita all’educazione alla montagna e alla formazione di nuove generazioni di operatori e professionisti che operano in ambito montano, per cui le attività e le iniziative promosse dall’Accademia risultano molto spesso indirizzate agli ambiti scolastici, professionali e lavorativi.

La realizzazione di attività educative e di percorsi formativi qualificati, rivolti alle figure professionali legate al mondo della montagna ha considerato anche il recupero di abilità dimenticate, funzionali oggi alla salvaguardia del paesaggio, come il costruttore di muri a secco

All’interno dell’Accademia della Montagna, nel 2013 è stata istituita la Scuola Trentina della Pietra a Secco, composta da un gruppo di lavoro che include diverse figure professionali legate al settore.

Gli obiettivi e le finalità della Scuola sono:

  • la conservazione, la diffusione e la trasmissione alle nuove generazioni di saperi e abilità tradizionali, collegati alla costruzione e al restauro di muretti campestri e di altre tipologie di manufatti in pietra a secco;

  • la creazione di una specifica figura professionale dotata di competenze teoriche e pratiche, capace di realizzare o recuperare manufatti in pietra a secco di varia tipologia e di alta qualità, aprendo conseguentemente nuove opportunità di sbocchi professionali qualificati

  • la conservazione e la piena valorizzazione del notevole patrimonio culturale, socio-economico, paesaggistico e naturalistico rappresentato dai manufatti in pietra a secco e dai sistemi terrazzati di versante, in Trentino e in tutta la regione alpina;

  • l’educazione ai paesaggi della pietra a secco, diffondendo conoscenza, sensibilità e consapevolezza in merito alle caratteristiche peculiari e ai valori, alle funzioni e alle potenzialità attribuibili a tali paesaggi e a tali territori.

Per perseguire questi obiettivi, la Scuola organizza corsi formativi teorico-pratici sulla pietra a secco, sia di primo livello (introduttivi) che di secondo livello (avanzati), rivolti ad artigiani, liberi professionisti, tecnici, agricoltori e semplici appassionati, venendo anche incontro alle esigenze di formazione richieste dal nuovo profilo di qualificazione professionale di “Costruttore esperto nella realizzazione e nel recupero di muri in pietra a secco”, instituito con deliberazione n. 858 del 26/5/2015 della giunta provinciale della Provincia Autonoma di Trento. Inoltre la Scuola propone corsi di formazione rivolti al mondo della scuola e agli ordini professionali; partecipa ad eventi, incontri e conferenze sul tema della pietra a secco; mantiene e sviluppa rapporti di collaborazione e consulenza con enti, istituzioni e associazioni, operando sia in Trentino che in altre realtà territoriali.

Il Trentino, un piccolo scrigno di diversità

Il Trentino rappresenta soltanto il 2% dell’Italia e i residenti in Trentino sono appena lo 0,9% della popolazione italiana, eppure all’interno di questo piccolo territorio vi sono grandi diversità geografico-ambientali, climatiche, naturalistiche e culturali.

In Trentino “trovano posto” una decina di valli principali, una settantina di valli secondarie, una decina di altopiani, una quarantina di gruppi montuosi, un centinaio di ghiacciai e circa 350 laghi. Anche le differenze climatiche e paesaggistiche sono notevoli: il Monte Brione, che con i suoi 376 m di quota è la più bassa montagna trentina e si affaccia sul Lago di Garda lungo il confine meridionale della provincia, ospita una flora e una fauna in buona parte mediterranee, oltre ad estesi vigneti e oliveti; all’opposto, lungo il confine settentrionale, il Monte Cevedale, che con 3766 m è la maggiore elevazione trentina, mostra un paesaggio di tundra alpina dato da pietraie, nevai e ghiacciai. Ciò significa che in 67 km, tanta è la distanza in linea d’aria che separa i due monti, si può fare un viaggio virtuale dal Mar Mediterraneo all’estremo nord della Scandinavia.

In quanto alla geologia, affiorano in Trentino tutti i principali tipi di roccia (sedimentarie, magmatiche effusive ed intrusive, metamorfiche), creando una notevole geo-diversità che si rende evidente nella varietà morfologica e anche cromatica delle montagne trentine.

Non meno sorprendente è la biodiversità, con una flora che annovera circa 2400 specie, pari al 54% della flora alpina e al 35% della flora italiana, e una fauna che include 74 specie definite “di interesse comunitario”, oltre che essere caratterizzata da specie “nobili” quali l’orso bruno, il lupo, la lince, l’aquila reale e il gipeto.

È da sottolineare anche la diversità etnografica, come risultato di una secolare occupazione della montagna da parte di tante piccole comunità, che con le loro “microstorie” hanno prodotto elementi culturali, idiomi e paesaggi umani caratteristici e specifici.

La pietra a secco in Trentino

In Trentino, così come in altri territori montani, la cultura della pietra a secco è tanto antica quanto lo sono state l’esigenza di dissodare suoli aspri e pietrosi, l’opportunità di delimitare e difendere i terreni e le proprietà e la necessità di costruire arditissimi terrazzamenti sui ripidi fianchi delle montagne, per poterli coltivare e quindi per poter vivere, più spesso sopravvivere, in ambienti tanto ostili.

Come conseguenza delle grandi diversità geografico-ambientali, climatiche, naturalistiche e culturali che caratterizzano le varie zone del Trentino, anche il paesaggio della pietra a secco in Trentino ha una diffusione geografica diversificata e soprattutto mostra caratteristiche variabili per quanto riguarda i materiali lapidei utilizzati, le tecniche di costruzione, la densità e le funzioni dei manufatti.

Notevoli esempi di territori terrazzati e di paesaggi improntati sulla pietra a secco si osservano nel Trentino Meridionale ( Val Lagarina, Val di Gresta, Alto Garda, Valle dei Laghi), in Val di Cembra e in alcuni settori della Valsugana, delle Valli Giudicarie, della Val Rendena e della Val di Sole. Oltre che per erigere migliaia di chilometri di muretti campestri, la pietra a secco è stata utilizzata anche per scalette, archi, nicchie a volta, ponti, rustici, ricoveri, fornaci, pozzi, cisterne, trincee, selciati e lastricati. Un enorme patrimonio da conoscere, conservare e soprattutto valorizzare, perché produce bellezza, unicità, sostenibilità, opportunità.

Il profilo di qualificazione di “Costruttore esperto nella realizzazione e nel recupero dei muri a secco”

La Provincia Autonoma di Trento ha introdotto nella legislazione urbanistica il concetto di “muratura a secco” con la Legge Provinciale 1/2008; ha inserito questi manufatti come elementi di finanziamento nel recupero paesaggistico nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020; ha inoltre istituito il profilo di qualificazione professionale di “Costruttore esperto nella realizzazione e nel recupero dei muri a secco” con deliberazione n. 858 del 26/5/2015, prevedendo una specifica procedura di validazione delle competenze che è stata in seguito modificata con deliberazione n. 2080 del 24/11/2016 per aggiornarla al D.M. del 30 giugno 2015 in materia di riconoscimento nazionale delle qualificazioni regionali e delle relative competenze.

Il costruttore esperto in pietra a secco è in grado di eseguire lavori di costruzione, risanamento, restauro, ripristino e manutenzione di murature a secco, applicando le normative vigenti, utilizzando la manualistica di riferimento ed esprimendo buona manualità, gusto estetico e sensibilità paesaggistica. Possiede inoltre conoscenze specifiche sui materiali lapidei utilizzabili e sulle loro caratteristiche fisico-meccaniche, sulle diverse tipologie costruttive, sulle principali tecniche di realizzazione di manufatti in pietra e sul recupero di murature storiche. Sa variamente applicare il proprio bagaglio di conoscenze e abilità allo specifico contesto territoriale e paesaggistico, alla tipologia di manufatto e alle esigenze funzionali dello stesso, operando opportune scelte in termini di materiali, tecniche di posa in opera e dimensionamento. Sa infine realizzare semplici opere accessorie, come nicchie, archi e scalette.

PUBBLICAZIONI SFOGLIABILI - Scuola Trentina della Pietra a Secco

(Diritti riservati ai singoli autori delle presentazioni -aggiornamento 2019)


Cultura Pietra a Secco in Trentino - Antonio Sarzo
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Scuola Trentina Pietra Secco - 01 - Test ingresso - Antonio Sarzo
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Muri a secco e sistemi terrazzati - Antonio Sarzo
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Normative - Massimo Stoffella
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Confronto e occupazione - Massimo Stoffella
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Analisi degrado e modalita intervento - Massimo Stoffella
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Organizzazione e sicurezza - Massimo Stoffella
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Tecniche costruttive e attrezzature - Ermanno Savoi
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Presentazione corso SECONDO livello - Ermanno Savoi
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Esercitazione con modellini - Ermanno Savoi
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Muri a secco e paesaggi terrazzati nel mondo - Giancarlo Manfrini
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Esempi di interventi costruttivi - Giancarlo Manfrini
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Srutttura del corso di PRIMO LIVELLO

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Scuola Trentina Pietra a Secco - box legno 
 

ALTRE PUBBLICAZIONI
02/2019
E’ online il volume degli Atti del ‘Terzo incontro mondiale per il paesaggio terrazzato: scelte per il futuro’ svolto in Italia dal 6 al 15 ottobre 2016. Il volume è il resoconto delle dieci giornate congressuali e degli esiti prodotti dal Terzo Incontro Mondiale sui Paesaggi Terrazzati svoltosi tra Venezia e Padova e in dieci diverse aree terrazzate della penisola italiana dal 6 al 15 ottobre 2016. 
La pubblicazione raccoglie inoltre i contributi scientifici dei relatori all’Incontro, offrendo una importante panoramica sullo stato dell’arte e gli studi sui paesaggi terrazzati delle regioni italiane e dei paesi dell’area europea ed extraeuropea.
Link per il download : https://tinyurl.com/yxawbwtf
Regione: www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/dettaglio-news?_spp_detailId=3285008
Il volume è anche scaricabile dai siti :   www.terracedlandscapes2016.it  ---  www.paesaggiterrazzati.it


DOCENTI DELLA SCUOLA TRENTINA DELLA PIETRA A SECCO


 
Possono far richiesta di entrare nella Scuola persone che dimostrino un percorso formativo, professionale o esperenziale caratterizzato dalle tematiche relative alla pietra a secco.
Gli stessi debbono dimostrare capacità relazionali e competenze didattico pedagogiche e comunicative con ottima conoscenza della realtà trentina in termini geografici, geologici e paesaggistici.
Possono essere tecnici, architetti, ingegneri, geometri, maestri artigiani con le caratteristiche sopra descritte e competenze nella progettazione, costruzione e restauro di manufatti in pietra a secco e nella gestione dell’attività di cantiere.
Per entrare a far parte della scuola serve l’iscrizione a ITLA. - Alleanza Mondiale per i Paesaggi Terrazzati sezione italiana.
 
ATTUALI COMPONENTI DELLA SCUOLA – GENNAIO 2018
 

Antonio Sarzo – FONDATORE  sarzo.antonio@gmail.com
Laureato con percorso universitario di tipo scientifico-naturalistico. Esperto di ecologia del paesaggio, con particolare riferimento ai paesaggi rurali tradizionali. Esperto di geografia e geologia del territorio trentino. Esperienza nella divulgazione di tematiche naturalistiche, ambientali ed etnografiche, con competenze didattico-pedagogiche e comunicative. Specifica produzione bibliografica (sia a carattere scientifico che divulgativo) riguardante i manufatti in pietra a secco e i sistemi terrazzati di versante, con particolare riferimento al territorio trentino. Associato a ITLA.

Ermanno Savoi – FONDATORE  ermannosavoi@alice.it
Conoscitore della pietra trentina e del suo utilizzo. Artigiano con qualifica di esperto costruttore in pietra a secco e con maturata esperienza nella gestione di lavori di gruppo e in attività di docenza in contesti sia teorici che pratici. Specifico conseguimento attraverso percorsi formativi di competenze legate al lavoro in team e a buone pratiche nella trasmissione di saperi e abilità professionali. Buona dimestichezza con strumenti informatici. Associato ad ITLA.

Giancarlo Manfrini – FONDATORE  manfrinigiancarlo@gmail.com
Laureato con percorso universitario di tipo umanistico/artistico e con formazione tecnica focalizzata su competenze specifiche nelle costruzioni in pietra a secco (selciati tradizionali e muri). Esperto nella gestione di percorsi formativi in campo paesaggistico e nella conduzione di cantieri volti al restauro e al recupero di murature storiche e selciati tradizionali. Associato ad ITLA.

Luca Eccheli – FONDATORE   lucaeccheliarchitetto@gmail.com
Architetto libero professionista. Si occupa principalmente di urbanistica e della redazione di piani urbanistici comunali. Ha condotto analisi paesaggistiche per gli strumenti di indirizzo dei piani comunali e di comunità, con particolare riferimento agli spazi aperti, alle aree agricole e ai territori terrazzati. Si è occupato della gestione dei lavori relativi al recupero paesaggistico della strada collinare della destra Adige. Ha pratica di gestione cantieri e di trasferimento di conoscenze pratiche e teoriche a gruppi di persone. E’ Associato a ITLA.

Edino Pederzini – FONDATORE   edinopederzini65@gmail.com
Geometra libero professionista. Si occupa principalmente di Direzione lavori e contabilizzazioni di lavori pubblici. Collabora con diverse maestranza per lo studio delle tecniche costruttive con particolare riguardo ai costi ed agli accantieramenti. Ha gestito attraverso la progettazione e la direzione lavori le opere relativi al recupero paesaggistico della strada collinare della destra Adige. Ha esperienza nella gestione di cantieri e nella formazione teorica pratica di gruppo.

Chemolli Massimiliano    m.chemolli@gmail.com
Maestro Artigiano, Posatore, conoscitore delle Pietre Trentine e delle pietre da costruzione in generale, con la qualifica di Esperto Costruttore Muri a Secco. Ha maturato esperienza nei vari corsi /percorsi formativi eseguiti in collaborazione con l’Associazione Artigiani di Trento ed Enaip Professionali di Villazzano, in Team con contesti sia teorici, che Pratici. Ha buone capacità relazionali e di trasferimento di conoscenza di merito sia teorica che pratica. E’ associato ad ITLA.

Massimo Stoffella    stoffellamassimo@gmail.com
Geometra libero professionista. Principalmente si occupa di progettazione rurale con direzione lavori e coordinamento sicurezza di opere quali: edifici rurali, malghe, strade forestali, sentieri, pozze, miglioramenti ambientali e recinzioni tradizionali. Organizzatore di eventi culturali e mostre che spesso coinvolgono bambini e ragazzi.
Ideatore nel 2017 di Sassi e non solo, Festival e concorso sul paesaggio terrazzato che si svolge a Terragnolo in collaborazione con l'Accademia della Montagna e ITLA. E’ associato ad ITLA.


Documentazione:

Febbraio 2017

I 15 ARTIGIANI CERTIFICATI COME FIGURE  PROFESSIONALI DI COSTRUTTORE ESPERTO NELLA REALIZZAZIONE E NEL RECUPERO DEI MURI IN PIETRA A SECCO

Una nuova figura professionale caratterizza il Trentino che si dota di una squadra di artigiani esperti nella costruzione di muri a secco.
In data 3 febbraio, presso la scuola Enaip di Trento, in applicazione alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 858 del 26 maggio 2015, modificata con deliberazione n. 2080 del 24 novembre 2016 sono state certificate le competenze di Costruttore esperto di muri a secco a un gruppo di 15 artigiani, referenti di imprese.

I 15 espertI Artigiani


Ottobre 2016

La Scuola Trentina della Pietra a Secco presente al Terzo incontro mondiale sui paesaggi terrazzati svoltosi al MUSE di Trento

Link all'intervento della Direttrice di Accademia Iva Berasi


2015

E'  giunto a compimento nel 2015 il percorso intrapreso da Accademia della Montagna  assieme con l'Associazione Artigiani e Enaip per il riconoscimento del profilo professionale "Costruttore esperto nella realizzazione e nel recupero dei muri in pietra a secco "   
E' con grande soddisfazione che la Scuola della Pietra  a Secco costituita presso Accademia della Montagna, composta da Romina Baroni,Luca Eccheli,Luca Paolazzi,Ermanno Savoi,Damiano Zanotelli,Edino Pederzini,J. Pedrotti,Giancarlo Manfrini,Antonio Sarzo, Pani Carla  saluta la delibera di giunta che riconosce una figura professionale utile al territorio ed al mantenimento delle espressioni storico paesaggistiche dei muri a secco.

 
Accademia della Montagna con le Comunità di valle di riferimento, anche nell'ottica di un recupero di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo, ha organizzato dal 2013 ben 4 corsi di formazione per costruttori di muri a secco. 
In seguito ha creato un gruppo di lavoro composto da Silvia Bertacchini coordinatrice progettista per Enaip Trentino per il settore pietra, Ermanno Savoi, Edino Pederzini e Giancarlo Manfrini, con la preziosa collaborazione di Antonio Sarzo del Museo civico di Rovereto,Carla Pani ed Elisa Armeni dell'Associazione Artigiani   per costruire e quindi proporre al Dipartimento della Conoscenza il percorso di formazione  del profilo di qualificazione professionale "Costruttore esperto nella realizzazione e nel recupero dei muri in pietra a secco. 
E' stato fatto un passo importante, ora si tratta di organizzare i corsi di qualifica secondo il percorso individuato coinvolgendo il territorio e quindi le amministrazioni affinchè si attivino per il recupero dei manufatti in pietra. Il prossimo passo l'inserimento dei muri a secco  nel prezziario della Pat utilizzato per gli appalti; azione  strategica per la definizione del prezzo ma in questo caso soprattutto per   la descrizione dei lavori della voce di capitolato che si dovrà interfacciare  con le competenze inserite nel corso validato dalla delibera di Giunta 858 del 26.05.2015.

Le edizioni organizzate da Accademia della Montagna del Trentino:

​Foto gallery dei lavori

Le interviste durante il corso di secondo livello:

   
       
 

L'articolo riportato nel Quotidiano l'Adige nel maggio 2015