Turismo e tradizione: nasce il primo albergo rurale

VAL DI RABBI - Il primo «esercizio rurale » del Trentino, con sette camere, due appartamenti, cucina e stube, sta per nascere in Val di Rabbi, in due tradizionali fienili ottocenteschi immersi nel paesaggio autentico di prati e masi.

È la prima applicazione della legge provinciale 7/2002 ad un progetto privato, ed è una sorta di «patto» fra proprietario e Comune: in cambio di deroghe urbanistiche previste dalle norma provinciale e di un iter  burocratico velocizzato, il proprietario si impegna - per almeno dieci anni - a garantire la manutenzione  dell’ambiente circostante, mantenendo così il paesaggio tradizionale e il contesto contadino in cui si trova la struttura.

In Val di Rabbi la signora Virginia Andreotti ha deciso di ristrutturare i due masi che possiede a Pralongo, per farne una tipica struttura ricettiva con 23 posti letto e gestirli con la sua famiglia. In attesa del contributo provinciale del 35% per la ristrutturazione (Rabbi è zona svantaggiata), il Comune ha staccato la concessione dopo aver stipulato con la proprietaria una convenzione con durata, anziché di dieci, di 15 anni. Su una serie di aree pertinenziali elencate in convenzione, la signora Virginia garantirà lo sfalcio, la pulizia, lo sgombero della neve, realizzerà aiuole di fiori e piante tipiche, pulirà i percorsi e manterrà le staccionate. Ma garantirà anche la manutenzione di un tratto di strada comunale e dello stesso percorso pedonale che da Pralongo porta a Casna: sfalciando l’erba e, se necessario, sistemando i muretti a secco.

«È una soluzione che ci ha suggerito mia figlia dopo aver concluso un master sul turismo - spiega la signora Virginia - e che con l’aiuto del sindaco siamo riusciti a realizzare. La nostra intenzione è offrire la nostra cucina tradizionale, a base di prodotti tipici ». Né affittacamere né «B&B», l’esercizio rurale è una soluzione flessibile, che consente ai gestori di fornire il pernottamento e la prima colazione o di aggiungervi la merenda o la cena tipica, secondo i giorni o le richieste. Si può fare solo in edifici tradizionali inseriti in un ambiente rurale e, a causa della necessità di mantenere le caratteristiche architettoniche originali, può avere camere anche di 8 metri quadri e altezza inferiore alla norma nei sottotetti. «È una buona alternativa alle seconde case - osserva il sindaco di Rabbi Lorenzo Cicolini - e per l’iter autorizzatorio prevede una conferenza dei servizi provinciali, convocata dal Comune, che fornisce pareri ed eventuali prescrizioni». Nel caso di Pralongo, il progetto prevede di unire i due masi, che sono molto vicini, realizzandovi cinque camere doppie, due camere triple e due appartamenti. In tutto, 23 posti letto, oltre ad una stube tradizionale con la stufa ad olle, una cucina attrezzata, deposito per scarponi e - unica concessione alla moda - una predisposizione per la sauna da realizzare in futuro.

I due masi uniti saranno a risparmio energetico, con caldaia a biomassa e isolazioni adeguate alle norme. F. T.

 

L’articolo 32 della legge provinciale n. 7 del 15 maggio 2002 dice che sono esercizi rurali «gli esercizi ricettivi ubicati in edifici tradizionali esistenti ed inseriti in ambiente rurale, dotati di camere destinate agli ospiti, anche disposte in più appartamenti dello stesso edificio forniti di angolo cottura o servizio autonomo di cucina, nei quali si fornisce servizio di alloggio ed eventuale servizio di somministrazione di alimenti e bevande». Il «patto» con l’ente pubblico prevede, per almeno 10 anni, «manutenzione ambientale delle pertinenze dell’edificio o del territorio comunale di appartenenza nei limiti e secondo le modalità stabilite da un’apposita convenzione che il richiedente stipula con il Comune.

Articolo e foto tratti dal giornale "L'Adige" del 23/01/2011